Premessa: le definizioni moderne di usura trolleggiano sulla soglia di interesse al di sopra della quale scatterebbe il reato di usura. E’ una questione di lana caprina, intesa a fomentare la discussione sui dettagli per nascondere l’unico, fondamentale reato di usura lucidamente analizzato da Giacinto Auriti, professore di Diritto, e sintetizzato in sue famose dichiarazioni, quali ad esempio: “L’usura da interessi è un peccato veniale: il peccato capitale è l’usura del 200% che le banche applicano trasformando la moneta non aurea, che è un loro debito, in un loro credito”… “il sistema bancario, invece che essere pagato da noi per il mero servizio di smistare le nostre banconote a nostro vantaggio, di fatto si è appropriato della moneta che invece, di diritto, appartiene al popolo”… “chiunque può prestare denaro a interesse tranne chi lo crea dal nulla (le banche moderne)”…11
In quel sito si trovano molte cose interessanti, come gli auguri che l’allora cardinale Ratzinger si scambiò con Auriti, per l’Anno Nuovo 2003, riconoscendo che la sua riforma monetaria è perfettamente coerente con la dottrina sociale della Chiesa.
Il 14 agosto 1971 il presidente degli USA Richard Nixon fece una di quelle operazioni che di solito si fanno a ferragosto o in periodo natalizio, quando l’opinione pubblica è distratta (i mass media non hanno bisogno di essere distratti perché sono a libro paga). Fu un’operazione sporca più che mai, a livello mondiale: Nixon dichiarò la “sospensione temporanea” (mai più revocata) della convertibilità in oro del dollaro USA. Tralasciando le pur fondate critiche ai sistemi aurei, resta il fatto che da allora l’intero sistema monetario globale fa riferimento a un dollaro che non ha alcun sottostante se non la determinazione degli USA ad imporlo con ogni mezzo violento. Chi tenta di sottrarsi al monopolio del dollaro è definito “stato canaglia”2 e deve subire guerre, sanzioni, omicidi mirati, ricatti di ogni genere3. Vittime preclare furono Saddam Hussein impiccato dagli USA conquistatori dell’Iraq; Muhamar Gheddafi sloggiato dal suo bunker di Tripoli (grazie ad una fiction hollywoodiana?) e sodomizzato con le baionette dai mercenari di Nicolas Sarcozy e (K)hillary Clinton; Bashar al Assad che, dopo una delle tante “primavere arabe” eterodirette e una guerriglia per procura4 che devastò la Siria per 13 anni, fu deposto dal numero due dell’ISIS che ora non è più “il mostro feroce di prima” e viene ricevuto con tutti gli onori dai leader dell’Uccidente. La lista potrebbe continuare a lungo, includendo gli omicidi mirati di leader “non addomesticabili”, omicidi il cui primato spettava al premio Nobel Barak Obama prima che fosse sorpassato da Donald Trump al secondo mandato, con la sua recentissima collezione di omicidi mirati iraniani (Maduro e sua moglie non entrano in classifica perché “solo rapiti”)…
Come l’usura da interessi, così parole come democrazia, dittatura, diritti umani, petrolio, uranio arricchito, etc. sono solo pretesti per nascondere la volontà di dominare l’umanità intera: compito eseguito finora diligentemente ma incompletamente tramite la moneta-debito e prossimamente concludibile tramite la moneta on-off che si può spegnere a distanza se qualcuno non fa “il bravo ragazzo” secondo le regole stabilite da chi? Non dai politici, che sono solo marionette; non dal complesso militare-industriale già denunciato da Eisenhower nel suo discorso di commiato del 1961; non dal Deep-State, parola che non identifica nulla; ma da precise famiglie di banchieri (Rothschild, Schiff, Rockefeller, Warburg, Morgan, con relative appendici) che controllano tutto quello che conta sul globo terracqueo: Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Banca dei Regolamenti Internazionali, banche nazionali centrali coi tassi di cambio fra valute spudoratamente truccati5; i mass-media con la letteratura scientifica, le scuole universitarie, Hollywood e altre agenzie di indottrinamento6; le compagnie telefoniche e i social media; le organizzazioni internazionali tipo ONU, OMS con associazioni medico-scientifiche internazionali, nazionali e ministeri della Sanità (Covid docet); L’Organizzazione Internazionale del Commercio (poco importa se il suo statuto vieta i dazi e le sanzioni commerciali), l’UNESCO secondo il cui statuto ogni cultura avrebbe pari dignità, Pig Pharma che antepone l’interesse dei suoi azionisti a quello dei malati; etc…
Insomma, nella storia umana si poteva diventare schiavi per due motivi: guerra o debito. Ora in guerra non si fanno più prigionieri, men che meno a Gaza o in Libano o in Cisgiordania, e comunque non è possibile fare guerra a otto miliardi di umani. Quegli otto miliardi (gravati da lavoro precario, mutuo, bollette, tasse e quant’altro) sono già schiavi ma non abbastanza: hanno ancora dei margini di autonomia fastidiosi che però si stanno restringendo sempre più. Come? Con il 5G, il 6G, telecamere a riconoscimento facciale (e delle targhe dei veicoli) disseminate ovunque, beninteso per la nostra sicurezza.
– Ti hanno rubato l’auto e sono usciti dal perimetro della città-15-minuti? Intanto ti blocchiamo i conti bancari, e poi se ne parla con calma e per piacere…
– Non ti va a genio che trattiamo tuo figlio come un puntaspilli e gli iniettiamo un sacco di veleni, e incominci a marinare gli appuntamenti? Un giorno vai alla cassa del supermercato e le tue carte non riescono a sputare neanche un centesimo, però sul tuo cellulare appare un benevolo invito a “fare il bravo ragazzo coi servizi socio-sanitari”…
– Ma io mi rifugio nelle criptovalute! Bravo, purché tu non ti faccia ingannare dalle CBDC (le monete digitali delle banche centrali) o dalle stablecoin che ti illudono di essere libero mentre sono on-off tanto quanto il tuo conto alla Cassa di Risparmio, con l’aggravante di puntellare il dollaro decadente. In pratica solo Bitcoin con wallet personale riesce ancora a garantire la tua libertà finanziaria (e non è un caso che si intensifichino le manovre contro Bitcoin), tutto il resto è schiavitù monetaria…
E’ la versione moderna del Panopticon di Bentham, ma Bentham era un boy-scout al confronto con Musk, Pichai, Gates, Karp (quelli che conoscono in tempo reale il colore delle tue mutande)…
Allora sono loro i padroni della moderna ferriera? Non ancora, bisogna tornare alle famiglie dei banchieri. Tutte quelle già citate sono famiglie ebraiche tranne l’ultima che, come quella evangelica piena di fan di Trump, si rifà a correnti protestanti caricature del Calvinismo in base alle quali la ricchezza sarebbe un segno tangibile del favore divino.
Eppure il favore divino, come lo sfavore, è espresso molto chiaramente nella Bibbia che ispira le principali religioni e culture nate ad ovest del fiume Indo e poi riversatesi oltre Atlantico. Nella Bibbia qualsiasi tasso di interesse, anche minimo, è usura e l’usura viene condannata esplicitamente molte volte (Esodo, Levitico, Deuteronomio, altri passi meno espliciti). Il salmo 15, con una litote, condanna la ricchezza acquisita tramite l’usura: “Signore, chi dimorerà sul tuo santo monte? …chi presta denaro senza fare usura… resterà saldo per sempre”.
Delle tre grandi religioni monoteiste, l’Islam vieta ancora l’usura, almeno parzialmente. Il Cristianesimo ha allentato la guardia sull’usura a partire dal XIII secolo. L’ebraismo apre una falla fin dalle prime fonti scritte: il Deuteronomio, anche nelle parti più antiche attribuite a Mosè (XIII sec. A.C.) permette a un ebreo di fare prestiti a interesse a non-ebrei. Se si tiene conto che molte società sedicenti cristiane vietavano agli ebrei tante professioni ma non l’usura, emergono due fattori selettivi, convergenti, che presto generarono il cliché dell’usuraio ebreo. Ne “Il mercante di Venezia” di Shakespeare l’usuraio ebreo Shylock pretende in pagamento, come da regolare contratto, “una libbra di carne del debitore”. L’espediente del divieto di “versare il sangue di un veneziano” salva il malcapitato non senza aver prima enfatizzato che in realtà l’usuraio avrebbe voluto letteralmente “succhiare il sangue del debitore”…
